LIUTO

Il liuto è uno strumento a corde pizzicate affine alla chitarra. Strumento principe del rinascimento europeo, di derivazione araba, fu presente nella cultura musicale e ampiamente diffuso dal medioevo fino a tutto il Settecento. Nel corso della sua storia passò attraverso varie fasi: dal liuto a quattro cori (il liuto ha corde doppie anziché singole chiamate appunto cori, accordate all’unisono e all’ottava per le corde gravi) del medioevo, accordate per quarte con una terza centrale, come l’attuale chitarra, al liuto di Johann Sebastian Bach a tredici cori (per un totale di 24 corde), accordato per terze in re minore.

Il liuto è caratterizzato dalla cassa armonica piriforme, ottenuta grazie all’unione di un certo numero di doghe di legno, incurvate e incollate tra loro, dalla tavola armonica con al centro la rosa intagliata a motivi geometrici di derivazione araba, dalla tastiera suddivisa in tasti con legacci di corda di budello fissati attorno al manico e dalla paletta, denominata cordiere, piegata ad angolo retto, nella quale sono confitti lateralmente i piroli per la trazione delle corde. Sul finire del ‘500, il liuto viene modificato: si aggiungono ulteriori corde, dette bordoni, per ampliare il registro grave.

Non potendo ingrossare le corde oltre un certo limite queste vengono allungate. Nascono così gli arciliuti: liuti con un allungamento del manico che permette di sostenere i bordoni. Il chitarrone o tiorba, come verrà sistematicamente chiamato dalla seconda metà del ‘600 in avanti, appartiene alla famiglia degli arciliuti ma con un’accordatura particolare, definita rientrante: la corda più acuta è il terzo coro anziché il primo.

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